Micron Document
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Digital Equipment Corporation
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La mwdaDigital Equipment Corporation è stata un'mwdqazienda pionieristica del mwdgsettore informatico negli mwdwStati Uniti d'America. Generalmente veniva utilizzato l'mweaacronimo mweqDEC, utilizzato una volta anche dalla DEC stessacite-ref-1[1], ma subito accantonato e sostituito da "Digital" per evitare una disputa sul marchio con la Dairy Equipment Company di Madison, Wisconsin.

In seguito l'azienda è stata acquistata da mwgqCompaq, che a sua volta è stata inglobata da mwggHewlett-Packard. Dal mwgw2004 la relativa linea di prodotti viene commercializzata con il marchio HP.

Contents

Storia
Note

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Storia

Anni '50

L'azienda è stata fondata nel mwjq1957 da mwjgKen Olsen, un tecnico del Massachusetts che lavorava al mwjwMIT Lincoln Laboratory al progetto mwkaTX-2. Il TX-2 era un mwkqcomputer basato sull'impiego di mwkgtransistor che utilizzava l'allora enorme quantità di mwkwmemoria pari a 64K, con un'architettura da 36 bit. Quando il progetto incontrò delle difficoltà, Olsen lasciò per formare la DEC con Harlan Anderson, un collega del MIT. In quel periodo il mercato finanziario era ostile alle aziende di computer, dal momento che gli investitori avevano timore sui relativi piani di sviluppo. Così Olsen e Anderson iniziarono costruendo piccoli moduli digitali (ciascuno effettivamente un singolo componente del progetto TX-2), che potevano essere combinati insieme per prove e verifiche di laboratorio.

Anni '60

Nel mwlg1961 l'azienda iniziò ad essere in attivo, così si decise di iniziare la costruzione del loro primo computer, il mwlwPDP-1, il primo esemplare della serie di computer mwmaPDP (Programmable Data Processor). Negli mwmqanni sessanta la DEC produsse una serie di macchine che puntavano a mantenere un rapporto prezzo/prestazione al di sotto di quello dei tipici mwmgmainframe prodotti da mwmwIBM, tipicamente basati su un'architettura da 18 bit, utilizzando memoria a nucleo. Il vero successo giunse con la successiva introduzione sul mercato del famoso mwnaPDP-8 nel mwnq1964. Si trattava di una macchina più piccola, caratterizzata da un'architettura a 12 bit, che veniva venduta a circa 16.000 dollari. Il PDP-8 era sufficientemente piccolo da poter entrare in un carrello (quindi lo si poteva trasportare), ed era abbastanza facile da utilizzare per molti compiti. Grazie anche a questi accorgimenti le vendite in nuovi segmenti di mercato decollarono via via che prendevano piede le varie applicazioni industriali.
L'importanza storica del PDP-8 consiste nel fatto che è stato il primo computer che poteva essere acquistato da e per un ristretto numero di utenti come un'alternativa valida ad utilizzare un più grande centro di elaborazione dati. Grazie al loro basso costo e alla portabilità, queste macchine potevano essere acquistata per svolgere compiti specifici. Oggi il PDP-8 è generalmente considerato il primo minicomputer che fu prodotto con volumi significativi e all'epoca fu sicuramente quello più diffuso.

Anni '70

L'ultima famosa macchina della serie PDP è stato il mwqaPDP-11, che passava ad un'architettura a 16 bit, dal momento che tutti ormai utilizzavano l'mwqqASCII. PDP-11 inizialmente si rivolgeva ai possessori dei PDP-8, tra l'altro per lo sviluppo dei moderni mwqgcircuiti integrati, ora poteva essere assemblato in contenitori non molto più grandi di quelli di un mwqwPC. Il modello maggiore, il mwraPDP-10 con architettura da 36 bit, mirava ai centri di elaborazione dati, all'occorrenza venduto come DECsystem 10 e 20, era a sua volta un'evoluzione del mwrqPDP-6. I sistemi PDP-11 potevano supportare diversi mwrgsistemi operativi di quel periodo, incluso il nuovo mwrwUNIX dei mwsaBell Labs, così come i sistemi operativi di DEC quali RSX e RSTS. Sia l'RSTS sia lo mwsqUNIX erano disponibili per le istituzioni scolastiche a un costo inferiore se non addirittura a costo zero, questo permise ai sistemi PDP-11 di diventare una vera e propria palestra per una generazione di tecnici ed esperti di computer. Il PDP-11 poteva indirizzare uno spazio di 64K. La maggior parte dei modelli aveva un'architettura a pagine con dispositivi di protezione della memoria per permettere il mwsgtimesharing, poteva supportare la suddivisione tra spazio per le istruzioni e spazio per i dati, arrivando così a un indirizzamento effettivo di 128K. Nel mwsw1976 la DEC decise di migrare verso una piattaforma a 32 bit completamente nuova, che veniva definita come mwtasuper-mini. Il primo prodotto ad essere messo in commercio fu il VAX (da mwtgVirtual Address eXtension) 11/780 nel 1978, immediatamente prese piede sulla maggior parte del mercato dei minicomputer. Fallirono i tentativi disperati da parte dei concorrenti di riconquistare segmenti di mercato: è il caso di Data General (fondata nel mwug1968 da un tecnico uscito da DEC e che aveva provato a reintrodurre un design a 16 bit precedentemente accantonato da DEC stessa). A ciò contribuirono non solo i successi di DEC, ma anche l'emergere del mwuwmicrocomputer e della mwvaworkstation nel segmento più basso del mercato dei minicomputer.

Anni '80

Nel 1983, DEC cancellò il progetto "Jupiter", che doveva costruire un successore al PDP-10 e fu deciso di promuovere al meglio la linea VAX. La serie VAX aveva un set di istruzioni che persino per gli standard odierni può essere considerato vasto, così come l'abbondanza dei tipi di indirizzamento. Oltre ai sistemi di gestione della memoria a pagine e dei relativi schemi di protezione già visti sulla serie PDP, il VAX supportava la mwvwmemoria virtuale. Il VAX, inoltre, poteva utilizzare sia Unix sia il sistema operativo proprietario di DEC, il mwwaVMS. Nel picco degli mwwqanni ottanta, la Digital è stata la seconda azienda di informatica del mondo per dimensioni, con oltre 100mwwg 000 dipendenti.

È esistita una serie di veri e propri mwyqpersonal computer, di fascia alta, composta del mwygRainbow 100, un PC con doppio processore e doppia architettura, con un processore mwywZilog Z80 e un processore mwzaIntel 8088, che poteva caricare sia il mwzqCP/M sia l'mwzgMS-DOS e dai Professional 300 e Professional 350, che erano destinati al mercato della piccola e media impresa potendo caricare un sistema operativo multitastiera e multitasking. In quel momento DEC proponeva numerosi prodotti proprietari come la rete DECnet. Dal momento che questi prodotti non erano concepiti per funzionare con prodotti che non fossero DEC, i consumatori si rivolsero verso i prodotti più standard. In questo periodo, inoltre, le prestazioni delle stazioni di lavoro RISC raggiungevano quelle dei VAX.

Anni '90

All'inizio degli mwbqanni novanta DEC subì una forte e improvvisa contrazione delle vendite e dovette licenziare numerosi dipendenti. Nel mwbg1992 DEC introdusse il microprocessore mwbwRISC mwcaAlpha a 64 bit che restò parecchi anni il microprocessore a più alto rendimento. I sistemi operativi VMS, UNIX e Windows NT supportavano Alpha, che tuttavia non riuscì a prendere delle parti di mercato significative ai concorrenti di DEC. mwcqKen Olsen fu sostituito da mwcgRobert Palmer alla testa della società, ma questi non ebbe modo di impedire il declino e i licenziamenti continuarono. DEC dovette vendere il proprio prodotto per i database a mwcwOracle. Nel maggio mwda1997 DEC fece causa a mwdqIntel per la violazione di brevetti sul mwdgPentium. L'accordo fu trovato e consistette nella vendita della divisione dei microprocessori a Intel. La divisione reti fu venduta a Cabletron. Infine DEC stessa è stata venduta a mwdwCompaq il 26 gennaio mwea1998. In seguito, Compaq è stata incorporata con mweqHewlett-Packard nel mweg2002.

Il logo Digital è sopravvissuto per poco, dopo che l'azienda ha cessato di esistere, come logo della Digital GlobalSoft, un'azienda di servizi informatici in India (che era per il 51% sussidiaria di DEC). Digital GlobalSoft è stata poi rinominata in "HP GlobalSoft" e non utilizza più il logo Digital.

Digital ha sostenuto gli standard mwhaANSI, specialmente il set di caratteri mwhqASCII, che al momento è rappresentato da mwhgUnicode e dal set di caratteri mwhwISO. Il Multinational Character Set di Digital ha inoltre avuto una grande influenza nei caratteri mwiqLatin-1, nell'mwigISO 8859-1 e nell'mwiwUnicode.

Le prime versioni del mwjqlinguaggio C e dei sistemi operativi mwjgUnix giravano sulla serie mwjwPDP (prima sul PDP-7, poi sul PDP-11), macchine che possono essere considerate i primi mwkaminicomputer realmente accessibili sul mercato.

Digital ha anche prodotto la famiglia di computer mwkgVAX e il microprocessore mwkwAlpha (AXP), la prima workstation di successo da un punto di vista commerciale (la VT-78), e alcuni personal di scarso successo.

Digital ha prodotto sistemi operativi di primo piano, come l'OS-8, il TOPS-10, il mwlwTOPS-20, l'mwmaRT-11, l'RSX-11 e il mwmgVMS. I computer PDP, in particolare il mwmwPDP-11, hanno costituito una vera e propria palestra per un'intera generazione di programmatori e sistemisti. Digital ha avuto anche un primato da un punto di vista dei sistemi in mwnatime-sharing.

I computer VAX e Micro-VAX (molto diffusi negli mwnganni 1980) che funzionavano con il sistema operativo mwnwVMS formarono una delle principali reti che possono essere considerate come predecessori di Internet, DECnet. I protocolli DECnet formarono una delle prime reti peer-to-peer.

Digital dominò anche il mondo mwpqethernet. Per diverse generazioni di computer, i controller di rete prodotti o realizzati su licenza Digital costituirono dei componenti standard.

Il mwpwClustering, tecnologia basata su un sistema operativo in cui più macchine vengono considerate una sola entità logica, è stato inventato da Digital.

Il mwqqterminale mwqgVT100 divenne lo standard di fatto nelle comunicazioni, ancora oggi gli emulatori di terminale come hyperterminal e Xterminals seguono questo standard.

mwraX Window fu il primo sistema di gestione remota delle finestre, sviluppato da Project Athena al mwrgMIT. Digital fu lo sponsor primario di questo progetto.

mwsaDave Cutler, il guru dei sistemi operativi che aveva contribuito allo sviluppo del mwsqVMS, lasciò Digital nel mwsg1988 per dirigere lo sviluppo di mwswMicrosoft mwtaWindows NT. Ci sono stati in proposito mwtqjokes sull'equazione WNT=VMS+1.

mwtwVax Notes è stato uno dei primi esempi di collaborazione online, una categoria di software ormai nota come mwuagroupware.

Digital è stata una delle prime realtà commerciali connesse a Internet, mwvadigital.com fu uno dei primi tra gli ormai onnipresenti domini mwvq.com.

Il popolare mwvwmotore di ricerca mwwaAltaVista, creato da Digital, è stato uno dei primi realmente completo (Lycos lo precedette, ma era molto più limitato).

Commercializzazione in Italia

In Italia i mwxqPDP-11 vengono anche venduti dalla mwxgOlivetti con il nome di Olivetti SP 600.cite-ref-2[2]

DEC e il primo spam

Brad Templeton ritiene che il primo mwzgspam via email della storia sia stato inviato il 1º maggio mwzw1978 dalla DEC per pubblicizzare un nuovo prodotto, e inviato a tutti i destinatari mw0aARPAnet della costa ovest degli Stati Uniti.cite-ref-3[3]

Note

cite-note-11. mw2w(mw3amw3qENmw3g) mw3wPDP11 Processor Handbook (1973): pag. 8, mw4a"DEC, PDP, UNIBUS are registered trademarks of Digital Equipment Corporation;" pag. 1-4, "Digital Equipment Corporation (DEC) designs and manufacturers many of the peripheral devices offered with PDP-11's. As a designer and manufacturer of peripherals, DEC can offer extremely reliable equipment... The LA30 DECwriter, a totally DEC-designed and built teleprinter, can serve as an alternative to the Teletype."
cite-note-22. mw5amw5qmw5gStoriaolivettti - Sistemi e Reti, su mw5wwww.storiaolivetti.it. mw6aURL consultato l'8 luglio 2023.
cite-note-33. mw7ahttp://www.templetons.com/brad/spamreact.html Pagina che riporta le reazioni al primo spam, e una trascrizione di quest'ultimo; notare come, non essendo in grado il programma di invio di posta elettronica di supportare più di un certo numero di indirizzi email, parte di questi ultimi siano finiti nel corpo della mail.

Bibliografia

• Edgar H. Schein, Peter S. DeLisi, Paul J. Kampas, e Michael M. Sonduck, mw8aDEC Is Dead, Long Live DEC: The Lasting Legacy of Digital Equipment Corporation (San Francisco: Barrett-Koehler, 2003), (ISBN 1-57675-225-9).

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla Digital Equipment Corporation

Collegamenti esterni

• (EN) Sito ufficiale, su research.microsoft.com.
• citerefbritannica-com(EN) Mark Hall, Digital Equipment Corporation, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefmlolOpere di Digital Equipment Corporation, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citereffoldoc(EN) Denis Howe, Digital Equipment Corporation, in Free On-line Dictionary of Computing. Disponibile con licenza mw-aGFDL